sabato 30 marzo 2013

Alessandra Guermandi lascia il suo posto

Non ho mai condiviso la candidatura della Alessandra Guermandi, come candidato sindaco del PDL e Lega Nord nel comune di Vergato, come ho dichiarato allora e lo ribadisco oggi, questo perché imposta già a tavolino dal DPL e Lega Nord nelle spartizioni territoriali.

Alessandra Guermandi ha lasciato il suo posto in Consiglio comunale a Giuseppina Mazzini.
Cambio in Consiglio comunale di Vergato nel gruppo di opposizione. 
Alessandra Guermandi, eletta con la lista civica ‘Vergato che Cambia’, si è dimessa e le è subentrata Giuseppina Mazzini, la prima dei non eletti nella stessa lista.
La dimissionaria è motivato la decisione di ‘passare la mano’ per i carichi della sua attività professionale divenuti più impegnativi. Ciò le impediva una partecipazione serena e preparata ai lavori e al confronto consiliari.
Il Consiglio comunale ha ratificato le dimissioni e approvato la surroga di consigliera.

venerdì 29 marzo 2013

Presto al ritorno alle urne

Queste le chiamano plance.... elettorali..... il PD già sapevano che si tornava alle urne, per tanto le hanno lasciate .....pronto all'uso.

E lo chiamano Sport



Vi odio con tutta l'anima..... CACCIATORI.La caccia non va regolamentata, va semplicemente ABOLITA.



sabato 23 marzo 2013

Il progetto Moneta Complementare


Fonte: Ocula Felix

Il progetto

Il progetto non ha la pretesa della completezza né della perfezione, ma vuole principalmente offrire uno spunto di riflessione su come possono migliorare le condizioni della nostra città con una moneta di emissione locale complementare all'€uro ma emessa senza debito.
In questo progetto non c'è nulla di nuovo e nulla di inventato, semplicemente ricalca i modelli che la finanza mondiale fa adottare ai Governi nelle manovre economiche espansive


Premessa - John Maynard Keynes, considerato uno dei più grandi economisti del XX secolo, affermava che "quando i soldi non ci sono, semplicemente si stampano", ma soprattutto che "nelle fasi di crisi è meglio dare meno denaro ai ricchi e di più ai poveri, perché questi hanno una maggiore propensione al consumo e possono ricreare la domanda se si vuole ottenere la piena occupazione”.
L'emissione di moneta locale complementare all'Euro soddisfa queste esigenze, pertanto rappresenta una delle valide alternativa per uscire dalla crisi finanziaria quindi consentire lo sviluppo di un economia locale e ottenendo la piena occupazione per il benessere comune.
Il principio- Come già trattato qui, se una comunità composta da 100 persone produce 100 frutti, per il benessere economico di tutti la comunità deve avere 100 soldi per scambiarsi i beni. Se in una comunità si producono 100 frutti ma si possiedono solo 80 soldi, i 100 cittadini devono in qualche maniera crearne altri 20 per colmarne la carenza e siccome tutti i beni creati vengono prodotti con il lavoro dei cittadini, con le risorse disponibili in natura, è giusto che i cittadini abbiano la facoltà di scambiarseli con qualsiasi fattispecie giuridica (moneta ufficiale e/o complementare, cambiale, assegni, etc).
Un esempio reale di moneta complementare è rappresentato dal gettone telefonico. Esso, nonostante fosse coniato da una fonderia siciliana, era un oggetto che si elevava a moneta perché dietro ogni gettone c'era come corrispettivo il valore di una telefonata, infatti il valore del gettone, anche se non chiaramente impresso nel metallo, aumentava di pari passo al valore della telefonata. Ebbene, cosi come per il gettone telefonico il controvalore è rappresentato dalla telefonata, la Moneta locale di Grammichele avrebbe come controvalore il corrispettivo dei beni prodotti dai cittadini grammichelesi. La moneta locale complementare si fonda su questo principio!
È un idea nuova? - No. La moneta locale esiste da decenni ed è attualmente utilizzata in forme diverse (anche sotto forma di moneta tempo - hours) da circa 5000 comuni in tutto il mondo.

mercoledì 13 marzo 2013

Cambiare gli statuti comunali blindati

Uno dei moderni strumenti di democrazia diretta che è stato già avviato in molti dei comuni italiani è quello della presentazione di Referendum e Iniziative popolari a quorum zero. Ovvero non occorreranno ne un numero minimo ne un numero massimo di firme per l'attuazione degli istituti di partecipazione popolare dei cittadini all'Amministrazione locale, già previsti dallo Statuto Comunale.